... sei a casa se uscendo di casa per fare una passeggiata da sola coi tuoi pensieri su cui concentrarti finisci per incontrare, per caso, per strada, quattordici persone che conosci: un collega, un coinquilino di un collega, un'amica, un'amica di un amico...
Tre cose belle
Quando vedo qualcosa di triste
o ho nostalgia di qualcuno o di qualcosa o le cose non vanno nel migliore dei
modi, penso sempre che potrebbe andare peggio e poi faccio un elenco delle cose
belle che vedo, ho o avrò.
Questo post è la mia lista di
oggi.
L'ombrello. Che e sempre nella
mia borsa. Credo pioverà nel pomeriggio.
L'sms di Fabiola, che ci
aspetta tutte a casa sua per il tè.
Il quadro
Il mio nuovo vicino di
scrivania mi ha chiesto di poter appendere alla parete del nostro ufficio un
quadro, una foto di una moschea con la scritta "Saluti da..." un posto che non ho
nemmeno tentato di leggere.
Quel quadro era un regalo, piuttosto bruttino direi, che qualcuno aveva probabilmente fatto
al nostro precedente collega il quale aveva ben pensato di chiuderlo in un
cassetto e dimenticarlo li'.
Per me sulla scrivania e in ufficio come sul comodino e nella stanza da letto ci sono oggetti e foto da guardare e mostrare e oggetti da chiudere in un cassetto.
Sopra al mio comodino c'e'un
barattolo di vetro con delle conchiglie raccolte vicino a casa dei miei
quest'estate, alla parete foto e cartoline. Sulla mia scrivania c'è una copia
della chiave della porta di casa di cui ho rotto la serratura a maggio, una chiave che non apre più niente
ma mi ricorda i primi giorni in quella casa.
Adesso nella parete dell'ufficio ci sarà anche un quadro di una qualche moschea visitata da una qualche turista e ragalata (forse) a un qualche collega...
Piove piove la gatta non si muove...
Quando si conoscono persone nuove, dopo le classiche domande nomi, cognomi, città, professioni, arriva sempre il momento in cui si hanno mille domande da fare ma non c'è quella confidenza tale da poterle chiederle.
"La ragazza che ti accompagna è tua moglie o tua figlia?".
Arriva quindi qel momento imbarazzante di silenzio che spesso è rotto quando qualcuno inizia a parlare dei figli. Numero,età, scuola... I figli son sempre un buon argomento, si posson fare tante domande a riguardo e un genitore ha sempre qualcosa da dire a riguardo.
E chi figli non ne ha?
Personalmente, posso classificare le persone senza figli che ho incontrato in due categorie: chi in quei momenti parla del tempo e chi dei gatti.
Chi possiede un gatto pensa che tutti amino i gatti. Iniziano a raccontarti di come li abbiano raccolti dalla strada, curati, portati dal veterinario. Come quei piccolini amino giocherellare col gomitolino di lana della nonna, come quei grossi pesanti amici sbuchino coi loro occhioni vispi dalla finestra, come siano felici quando vedono il pranzetto pronto (quello della pubblicità in televisione magari, tra uno spot per dimagrire e uno per donazioni ai bambini affamati del terzo mondo spesso c'è una pubblicità di una lattina di cibo per gatti). E poi iniziano a raccontarti delle loro avventure, di quella volta che il gattino stava camminando in bilico nel cornicione e quando hanno dovuto prendere la scala per recuperarlo dal ramo dell'albero e salvarlo.
Personalmente,
"La ragazza che ti accompagna è tua moglie o tua figlia?".
Arriva quindi qel momento imbarazzante di silenzio che spesso è rotto quando qualcuno inizia a parlare dei figli. Numero,età, scuola... I figli son sempre un buon argomento, si posson fare tante domande a riguardo e un genitore ha sempre qualcosa da dire a riguardo.
E chi figli non ne ha?
Personalmente, posso classificare le persone senza figli che ho incontrato in due categorie: chi in quei momenti parla del tempo e chi dei gatti.
Chi possiede un gatto pensa che tutti amino i gatti. Iniziano a raccontarti di come li abbiano raccolti dalla strada, curati, portati dal veterinario. Come quei piccolini amino giocherellare col gomitolino di lana della nonna, come quei grossi pesanti amici sbuchino coi loro occhioni vispi dalla finestra, come siano felici quando vedono il pranzetto pronto (quello della pubblicità in televisione magari, tra uno spot per dimagrire e uno per donazioni ai bambini affamati del terzo mondo spesso c'è una pubblicità di una lattina di cibo per gatti). E poi iniziano a raccontarti delle loro avventure, di quella volta che il gattino stava camminando in bilico nel cornicione e quando hanno dovuto prendere la scala per recuperarlo dal ramo dell'albero e salvarlo.
Personalmente,
Sei a casa se...
E' difficile cambiare casa, quartiere, città, lavoro...
Un giorno però succede che ti senti "a casa". Può capitare rientrando la sera o mentre ceni, a un certo punto succede.
Ecco il mio elenco di suggerimenti che indicano che ci siamo ambientati in un nuovo posto:
Non ti perdi per andare al lavoro, nè quando vai a correre. Prendi il bus giusto e sai dove parcheggiare.
La commessa del supermercato smette di chiederti se vuoi
fare la carta per la raccolta punti.
Il cane dei vicini abbaia per meno di mezz'ora dopo il tuo
arrivo.
Conosci il tuo numero di telefono a memoria.
Appendi foto dei tuo nuovi amici, viaggi e serate vari sulla
mensola del salotto.
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Poi ho capito cosa c'era di diverso in lui...
Oggi è entrato in ufficio il mio
nuovo capo. Sono qui da un mese e oltre al fatto che lui è sempre occupatissimo
e difficile da vedere, tant'è che l'ho incontrato due volte, le ultime due
settimane è stato in ferie quindi non posso dire di conoscerlo bene, so che
faccia ha ma non ricordo i dettagli. Comunque lo conosco abbastanza da aver
notato qualcosa di diverso vedendolo oggi.
A fine riunione mi son resa conto
di quale dettaglio non mi tornasse: i capelli! Si era tinto i capelli. Via il brizzolato,
è arrivato un castano-castoro. Un uomo sulla sessantina coi capelli tinti, che
due volte su tre ha la scarpe da ginnastica, i jeans e la polo - magari bianca
o rosa.
Poco dopo è tornato, per dirmi
un'altra cosa, mangiando una barretta ai cereali. Quello era evidentemente il
suo pranzo e evidentemente voleva farlo sapere a tutti...
Immagino che a quest'ora sia in
palestra su una bici a sudare a ritmo di musica anni '70 del suo lettore mp3,
probabilmente regalatogli dalla figlia.
Poi penso a quei giovani che
cercano di vestirsi in modo formale, si lasciano crescere un po' di barba e
ordinano vino a pranzo, quelli che
Mio nipote da piccolo
Stamattina ho pensato a un'amica
che non sentivo da parecchio tempo e ho deciso di contattarla.
Non sapendo se aveva lo stesso
numero di cellulare o indirizzo mail ho deciso di contattarla via facebook, non
avrà mica cambiato nome! Invece si!
Sfogliando il mio elenco contatti
ho notato che non era la sola ad aver cambiato identità. Di default, se ricevo
una richiesta di contatto da qualche nome che non conosco la rifiuto.
Cosa avrà mai di tanto misterioso
e segreto da proteggere? Che ragione c'è di nascondersi dietro un nome finto? Non farsi scoprire dal capo?
Cos'è che il capo non dovrebbe scoprire? Che scuola hai fatto e come si chiama
il tuo ragazzo nelle informazioni di profilo oppure non dovrebbe vedere le tue
foto? Che cosa potresti aver fatto di così scandaloso o illegale? In ogni caso
chi ti ha scattato le foto e chi è tra i tuoi contatti ti ha vista! Non è più
così segreto.
Ma c'è una seconda categoria di
contatti misteriosi... chi non mette la sua faccia come immagine di profilo.
Perché c'è la foto di un gatto
sotto al tuo nome? Oppure quale delle quattro ragazze in costume
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